Palazzo Bellini

Nel luogo in cui sorgeva il Bargello, si trova ora Palazzo Bellini, dal nome dell’originario proprietario.

Data:
03 Gennaio 2021
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PALAZZO BELLINI

 

Nel luogo in cui sorgeva il Bargello, si trova ora Palazzo Bellini, dal nome dell’originario proprietario, l’imprenditore locale Luigi Bellini senior (1831-1908).

Palazzo Bellini è un grande edificio a due piani che dialoga per importanza con il settecentesco ospedale degli Infermi dedicato a San Camillo de Lellis, che lo fronteggia sull'altra sponda del canale.

Il prospetto è segnato da due ordini di grandi finestre con mostre marmoree con archi a tutto sesto al piano terra e timpani al piano superiore, con divisione orizzontale di larga fascia marcapiano in calcare decorata con fregi geometrici e floreali; una seconda fascia, simile alla prima, chiude superiormente il prospetto mentre un balcone con bella ringhiera in ferro sormonta il portale marmoreo di ingresso.

All'interno i soffitti del piano nobile presentano decorazioni pittoriche di Fernando Torchi. L'artista di origini bolognesi sposò Veturia Bellini, figlia di Luigi. Solo in parte conservate, le eleganti decorazioni stile liberty confermano l'eclettismo del Torchi, che sarà attivo anche a Roma (Biblioteca Casanatense e Museo Botanico), Urbino (chiesa di San Paolo), Ancona (stazione ferroviaria) ed, infine, in Argentina. Nel 1911 fu tra i decoratori chiamati ad ornare il padiglione emiliano romagnolo per l'Esposizione del Cinquantenario allestita a Roma.

Al piano terra, un androne passante collegava via Agatopisto con lo stabilimento di trasformazione del pesce che occupava l'area retrostante fino al canale; nell'androne a destra la scala per accedere al piano nobile ed ambienti domestici compresa la cucina, a sinistra lo studio, il tinello e camere da visita, probabilmente luogo anche di gestione degli uffici del Bellini.

Usciti sul retro, si apriva la grande corte dello stabilimento, anche se, sulla destra, una piccola porzione era destinata a giardino del palazzo e a piccole comodità, come uno stanzone del bucato ed un pollaio.

L'area era caratterizzata da un lungo loggiato aperto (il Padiglione ad Archi, ndr), di cui ancora rimane una porzione appena consolidata, dietro al quale sorgevano una serie di magazzini e, soprattutto, i vasti ambienti della cottura con dodici camini (quasi le stesse dimensioni della Sala Fuochi costruita successivamente dietro al loggiato dei Cappuccini) e di deposito colli con apertura anche su via Agatopisto.

In fregio al canale della Salara, ampi ambienti destinati a cantina e fermentazione dell'uva (il ciclo di trasformazione era completamente autonomo e prevedeva anche una fabbrica dell'aceto). A fianco del canale, le fosse di arrivo delle barche, un mulino a vapore e un ambiente con fornacelle o padelle da friggere.

Palazzo Bellini, attualmente di proprietà comunale e ubicato in via Agatopisto 5, ospita al piano terra la Galleria d'Arte per mostre ed esposizioni, al primo piano la Biblioteca Civica "L.A.Muratori" ed, infine, all'ultimo piano l'Archivio Storico Comunale e l'Assessorato alle Istituzioni Culturali.

 

Luigi Bellini, negli ultimi anni dell'Ottocento, investe i proventi della sua attività valliva non solo nella realizzazione di un nuovo grande opificio di trasformazione, ma anche testimoniando la propria fortuna economica con l'edificazione di un prestigioso palazzo, entrambi situati in prossimità del principale snodo di collegamenti via acqua, il Trepponti, e realizzati demolendo nel 1865, la sede del Bargello, al fianco delle prigioni in fregio al ponte  degli Sbirri, lungo l'antica via Marchesana.


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Ultimo aggiornamento

Martedi 19 Gennaio 2021